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caricarne una nel modo sbagliato può finanche provocare il blocco
totale del sistema fino a nuovo reset. Mouse e dintorni |
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| ziare una sessione di lavoro,
diamo uno sguardo al monitor. Bianco/nero o colore Appurato che all'Atari 1040 ST non è possibile collegare un televisore, esistono due possibilità per risolvere il problema della visualizzazione: monitor a colori o in bianco/nero. Il primo costa di più, il secondo è migliore: cerchiamo di capire perché. Per una scelta fatta dalla Atari evidentemente sin dal concepimento della serie ST, ciò che è visualizzabile con uno dei due monitor non lo è con l'altro. Nella fattispecie, a seconda del dispositivo di output video collegato all'unità centrale, questa stessa si riconfigura impostando una diversa risoluzione video che si traduce in un diverso formato di schermo. In bianco e nero avremo una risoluzione di ben 640x400 pixel, a colori la metà o un quarto: 640x200 o 320x200. |
Ovviamente al diminuire della risoluzione aumentano le possibilità di colore per ogni pixel: in altissima risoluzione avremo solo due «colori» per pixel (bianco o nero), in media risoluzione 4 colori per pixel (a scelta in una tavolozza di 512 colori), in bassa 16 per pixel sempre scegliendo dalla tavolozza di prima. Quindi acquistando il monitor a colori possiamo scegliere tra visualizzare in media o in bassa risoluzione, usando, di contro, il monitor in bianco e nero avremo output solo in altissima risoluzione. Fin qui potrebbe anche essere accettabile: un monitor a colori capace di visualizzare una immagine 640x400 certamente costa molto e avrebbe finito per far pagare tutto il sistema davvero troppo. Il problema però è che le immagini in una determinata risoluzione non sono compatibili affatto con quelle di altre risoluzioni. tant'è che provare a | |||
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| Il desktop nei modi grafici di bassa e media risoluzione. | |
Estratto da MCMicrocomputer n° 56, edizioni
Technimedia, Roma
Autorizzazione alla pubblicazione concessa.