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tirocinio con il Nano, potremo tranquillamente far crescere il sistema, sicuri che la conoscenza precedentemente acquisita ci permetterà di comprendere appieno le risorse che la nuova configurazione ci mette a disposizione.
La piastra che siamo abituati a chiamare Nanocomputer (a meno di una manciata di componenti che possono facilmente essere montati negli spazi appositi) è la scheda microcalcolatore CLZ80, base del sistema che porta lo stesso nome. Infatti l'inserimento del miniterminale (caratteristica del Nanocomputer) non modifica in alcun modo la circuiteria della piastra: tutto ciò che è necessario alla gestione del terminale è contenuto nelle EPROM del monitor: una volta che queste siano state rimosse la piastra non conserverà più memoria del suo precedente stato di «Nanocomputer» (a differenza di quanto avviene per molte altre schede microcomputer con tastiera e display su scheda). 
Un primo passo può essere l'uso del kit di conversione KNZ80, che fornisce i componenti mancanti per completare la piastra (avremo finalmente la singola alimentazione e l'UART) e 2K di monitor su EPROM. A questo punto dovremo mettere nel cassetto il miniterminale e procurarci un terminale vero. Il collegamento con un terminale seriale non è assolutamente problematico: il nostro calcolatore parla TTY, RS232, e fornisce livelli TTL con un baud-rate da 50 a 9600. Uniformandosi alla linea di prodotto SGS ATES si potrà optare per l'unità VDZ80, basata sempre sulla CPU Z80, con 64 caratteri per 16 linee, che contiene già un modulatore video sulla banda VHF.
Una crescita ulteriore può essere rappresentata dalla scheda controllo dei floppy disk, FLZ80, che può gestire fino a quattro drivers, per una capacità complessiva di 2.5 Mbytes. Per usare i floppy e caricare, eventualmente, il sistema operativo in RAM, è indispensabile disporre di espansioni di memoria. Allo scopo esiste una cartolina, la RAZ80, che può ospitare fino a 48K di RAM dinamica e 8K di EPROM. 
Se le PIO contenute nella scheda base fossero insufficienti per le nostre applicazioni (automazione, controlli di processo), potremo arricchire il sistema con il modulo PIZ80, che contiene 4 PIO, interfaccia seriale (SIO) e timer.

Tutto il sistema può trovare un comodo alloggio nei cestelli offerti allo scopo che possono ospitare 4 od 8 schede (rispettivamente CPZ80 e CTZ80).

Conclusioni. Il prodotto Nanocomputer è stato evidentemente progettato con l'obiettivo primario di un suo inserimento nella struttura scolastica. La robustezza del telaio maggiore di quella della scheda singola, la possibilità di eseguire esperimenti senza dover prendere in mano il saldatore, la progressione didattica dei manuali, parlano chiaro. Ma queste stesse caratteristiche, unitamente alle eccellenti doti di flessibilità della scheda NBZ80, ne fanno un prodotto degno del massimo interesse anche per chi, al di fuori di una struttura scolastica, vuole imparare ad usare lo Z80 e la famiglia di componenti ad esso associati. La possibilità di reimpiegare la scheda base, altre applicazioni come un già disponibile gioco degli scacchi su ROM, l'impiego come minisistema di sviluppo e le espansioni verso linguaggi ad alto livello (BASIC già disponibile, Assembler in arrivo), lo rendono meno soggetto ad una obsolescenza del tipo «ormai ho imparato, non mi serve più».
Ne' bisogna trascurare il vantaggio di imparare a conoscere come le proprie tasche non solo lo Z80, ma anche una scheda che è il fulcro di un sistema per applicazioni industriali tra i più completi e rifiniti.
Nel confrontare il prezzo del Nanocomputer S con quello di altre schede microcomputer occorre non trascurare le differenze tra un evaluation board e un vero sistema didattico, differenze che pur marginali dal punto di vista sistemistico, incidono pesantemente dal punto di vista costruttivo e quindi sui costi. Un paragone più diretto può essere quello con la scheda NBZ80 completa di terminale, ma anche in questo caso occorre tenere conto che il terminale del Nanocomputer ha un valore notevolmente superiore alle tastiere esadecimali normalmente montate sulle schede di valutazione. In quest'ottica, tenuto conto della qualità e quantità dei materiali impiegati, il prezzo del Nanocomputer, in prima istanza più elevato di quello di altri sistemi (peraltro non direttamente confrontabili), appare pienamente giustificato.

Gianni Romeo

Alcune schede del sistema
industriale SGS (memoria da 48 k unità centrale, interfaccia video con tastiera, controller per floppy disc, I/O. A sinistra, 4 schede inserite nel cestello CPZ-80.

 

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