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Interfaccia midi e
porta cartucce ROM.

II retro del 1040 e le sue numerose
connessioni.

computer da solo 6 fili. ergo, si tratta di un'unita' intelligente che dialoga col resto del computer. Senza contare che ad essa e' abbinata anche la presa del mouse. In altre parole non e' l'unita' centrale che si occupa della scansione della tastiera, ma il compito e' demandato all'integrato posto sotto questa che provvede a comunicare al resto del 1040 cosa l'operatore sta facendo (tasti, mouse, joystick).
Detto questo, separiamo la tastiera dal resto, smontiamo la calotta sopra all'alimentazione e sopra al connettore del drive: rivoltiamo il 1040 e svitiamo le viti che mantengono questo. Tornati in superficie, occorre togliere il
accensione: il connettore a vaschetta per l'alimentazione e non ultimo il reset di sistema che non guasta mai, anche se nel caso del 1040 e' un po' troppo esposto quindi facilmente colpibile per sbaglio.
Manca all'appello la presa per televisione, se non altro perche' e' citata sul manuale fornito con la macchina: avrebbe fatto molto comodo a chi, giustamente o ingiustamente squattrinato, vuole un computer e non un monitor.
Probabilmente la mancanza sta nel fatto che nei computer europei, a causa della diversita' di standard televisivo con l'America (maledetto NTSC!) si sarebbe dovuta riprogettare la sezione video e la cosa certamente non avrebbe lasciato invariati i costi di produzione. La soluzione migliore sarebbe stata allora una bella interfaccina che, partendo dal segnale RGB presente dentro al computer e prelevahile dal connettore video, tirasse fuori un bel video composito PAL da mandare poi, in video

 frequenza, al televisore tramite un modulatore. A questo punto si sarebbe potuto scegliere tra l'acquisto del monitor o dell'interfaccina, accontentando cosi tutti.

1040 dentro
Per spogliare il 1040 delle sue elegantissime plastiche vesti, occorre svitare 7 viti dal fondo della macchina, per la precisione quelle nei buchi quadrati. Le rimanenti tre viti tengono ancorato il drive e quindi le sviteremo tra breve. Rivoltato il computer, e sollevato il coperchio superiore troviamo una buona schermatura contro i radiodisturbi (in America sono severissimi per queste cose) e possiamo cominciare a contare i pezzi fondamentali di cui e' composta la macchina. 
  Troviamo la tastiera, uno scatolette per l'alimentatore a sinistra, il drive a destra (come era prevedibile) e, ancora impacchettata nel metallo, la scheda madre. A proposito della tastiera, c'e' da dire che essa e' collegata al resto del  

drive, il blocco alimentatore e allentare i fermi che tengono uniti i due gusci metallici che rivestono la scheda. Ancora qualche vite lungo il perimetro e... abbiamo aperto completamente il nostro amato 1040. La modularita' dell'insieme non fa che facilitare al massimo le operazioni di smontaggio: certo viti ce ne sono tante, ma se fossero mancate sicuramente l'impressione di robustezza che abbiamo avuto sarebbe venuta meno appresso alle viti mancanti.
Messa completamente a nudo la scheda, possiamo ora divertirci a individuare le parti salienti dell'elettronica di questo Atari. Inutile dire che il pezzo piu' bello, appariscente, maestoso e autoritario e' il capo: il Motorola 68000, il chippone a 64 piedini che possiamo vedere all'estrema destra

L 'abbondante schermatura contro i radiodisturbi. L'hardware della macchina : veduta d'insieme.

Estratto da MCMicrocomputer n° 56, Edizioni Technimedia, Roma
Autorizzazione alla pubblicazione concessa.