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| Il logo fornito sul dischetto "Language
Disk". |
Il benchmark basic. |
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tutte le altre la finestra selezionata se, per esempio, prima era
parzialmente nascosta dalle altre. Manca pero' un dispositivo inverso
per far andare una finestra alla quale non siamo interessati sotto
alle altre: tale necessita si manifesta ad esempio quando la finestra
che vorremmo e' completamente coperta da altre piu' grosse: dobbiamo
spostarle, restringerle, chiuderle fino a quando non vedremo apparire
un solo pezzetto della finestra che vogliamo per poi clickare su
questa. Menu e discesa |
possiamo scegliere l'opzione che ci interessa semplicemente
puntandola col mouse e click-andoci sopra. I piu' attenti avranno
notato dalle foto che alcune di queste opzioni sono scritte in nero
altre in grigio: queste ultime non sono disponibili in quel momento e
quindi e' impossibile selezionarle. Ad esempio, l'opzione OPEN del
menu FILE risulta essere in neretto solo se abbiamo selezionato
l'icona che intendiamo aprire, in grigio altrimenti. Due dischetti |
(singola faccia), il primo intitolato
"Language Disk" l'altro "1ST-WORD". Nel primo, oltre all'interprete
Basic e' presente il linguaggio Logo e il programma di grafica a colori
in bassa risoluzione NEOchrome, sul secondo dischetto un word processor. Procediamo con ordine. Caricando il Basic, appaiono sul video 4 finestre: COMMAND, OUTPUT, LIST ed EDIT, quest'ultima sotto le altre, appena visibile negli interstizi delle prime. La finestra COMMAND serve per dare comandi Basic e per digitare i programmi. Dando ad esempio il comando L1ST vedremo il nostro listato scorrere nella omonima finestra. Se diamo Run, gli output avverranno nella loro finestra, cosi come per editare un programma che abbiamo precedentemente scritto o caricato. Il set di comandi e funzioni presenti nel Basic del 1040 e' dei piu' ricchi (ben 124 pagine del manuale spiegano uno per uno come usarli) senza considerare che con gli oltre 700 k che restano liberi una volta caricato il Basic sicuramente non avremo problemi di alcun genere per programmare tutto cio' che ci pare. Non manca ovviamente una buona gestione della grafica nonche' potenti costrutti iterativi e alternativi degni dei migliori Basic. Per gli amanti dei numeri, diremo che il benchmark Basic listato in una delle foto e' eseguito in 21 secondi circa contro, ad esempio, i circa 31 secondi circa impiegati da un IBM PC XT. Sempre sul dischetto "Language..." troviamo il linguaggio Logo che come tutti sanno e' orientato alla grafica facile, tanto facile che e usato per insegnare i primi fondamenti di programmazione ai bambini. Se a cio' aggiungiamo che il Logo, essendo un linguaggio di programmazione ricorsivo, permet- |
Estratto da MCMicrocomputer n° 56, Edizioni Technimedia, Roma
Autorizzazione alla pubblicazione concessa.